MAESTRO PER I MAESTRI
Il Leonardo da Vinci delle Arti marziali
Una delle figure più significative nel mondo delle arti marziali del nostro secolo. Dan Inosanto è il discepolo n.1 di sijo Bruce Lee e l’autore della rinascita delle arti marziali filippine nel mondo. Per il Piccolo Drago fu molto più che un semplice allievo. Era il suo compagno d’allenamento e sparring partner nella sua continua sperimentazione di nuove tecniche, metodologie e attrezzature. Il suo assistente istruttore nella leggendaria scuola di chinatown. Ma soprattutto era il suo grande amico che ha vissuto e contribuito alla nascita e all’evoluzione del Jeet-kune-do-LINK-.
Per le arti autoctone delle filippine è stato un ambasciatore straordinario. Con la sua ricerca ha portato una’arte della sopravvivenza come l’Escrima, Arnis o Kali-LINK- che dir si voglia, praticata solo dai vecchi escrimadores emigrati negli Usa, ad avere oggi una solida reputazione nel panorama marziale americano.
Nasce a Stockton, in California, il 24 luglio del 1936 da una famiglia di immigrati filippini. Daniel Arca Inosanto all’età di dieci anni cominciò a praticare arti marziali con un amico di famiglia che gli insegnò Okinawa-te (stile di Karate di Okinawa) e Ju-jitsu (arte della lotta giapponese da cui ha avuto origine il Judo). Fu durante il servizio militare nella 101° divisione paracadutisti che apprese per la prima volta il Kenpo Karate (arte marziale molto popolare in California importata dalle Hawaii che ha le radici nel Kung-fu). Trasferitosi a Los Angeles, Dan Inosanto cominciò a praticare Kenpo direttamente con il “Padre del Karate americano”, Ed Parker (noto per essere stato anche il maestro di Elvis Presley), fino a ottenere dallo stesso la qualifica di capo-istruttore della scuola. Questo maestro di origine hawaiana contribuì a due grandi svolte nella storia delle arti marziali moderne: la rinascita delle arti marziali filippine, invitando il suo allievo Dan alla ricerca, e l’esposizione al pubblico di un giovane astro nascente chiamato Bruce Lee.
Fu il maestro Ed Parker ad organizzare il famoso International Karate Championship di Long Beach. Durante la prima edizione, nell’estate del 1964, a Dan Inosanto venne chiesto di fare da guida per uno degli ospiti che si sarebbero esibiti durante le gare. Dan si trovò così ad accompagnare il giovane Bruce Lee per le strade di Los Angeles. Prima di entrare in un ristorante cinese Bruce mostrò a Dan il suo famoso one-inch punch, la stessa tecnica che avrebbe dimostrato poi al pubblico della competizione. Il colpo fu talmente potente che, dopo cena, mentre ritornavano a casa, Dan sentì degli attacchi di nausea e fu costretto a sedersi sul marciapiede. Alcuni passanti fecero un commento sul fatto che i marinai di Long Beach erano sempre ubriachi, credendo che Dan Inosanto fosse uno di questi.
La notte, dopo quell’incontro che cambiò la sua vita, Dan non riuscì a dormire. Era come se tutti gli anni passati a praticare arti marziali fino ad allora si fossero rivelati inutili. Decise di fare da partner a quel giovane fenomeno del Gung-fu, che aveva in programma altre dimostrazioni in città, per poter apprendere di più del suo sistema di combattimento. Dan Inosanto decise di andare regolarmente a prendere lezioni da lui ad Oakland e, quando Bruce Lee dovette trasferirsi a Los Angeles dati i nuovi impegni con il mondo dello spettacolo, cominciò ad allenarsi privatamente. Nel febbraio del 1967, Bruce aprì il suo terzo Jun Fan Gung-Fu Institute, nella chinatown di Los Angeles. Quello stesso mese, sifu Bruce diplomò ufficialmente istruttori Dan Inosanto e i suoi “fratelli maggiori”, Taky Kimura e James Lee. Furono gli unici ad aver ottenuto un simile riconoscimento direttamente dal fondatore del Jeet-kune-do. Circa il 90% delle lezioni alla leggendaria scuola di chinatown furono tenute da Dan Inosanto poiché Bruce Lee, ormai sempre più impegnato dagli appuntamenti cinematografici, quando poteva visitava la classe solo per vedere i progressi degli allievi o per allenarsi sperimentando nuove tecniche. Spesso il suo sparring partner era proprio il suo “braccio destro”.
Il maestro Inosanto ricorda che, quando combatteva con Bruce Lee, non poteva mai evitare i suoi attacchi e non solo. Non riusciva mai a raggiungerlo quando questi saltava indietro, dopo aver messo a segno un colpo. Sifu Dan racconta di quando Bruce lo invitò a tirargli un jab (diretto del pugilato): il Piccolo Drago gli mostrò la sua abilità, in fatto di tempismo e di velocità, colpendo il pugno con la fronte prima che il braccio si potesse distendere completamente. Purtroppo qualche tempo dopo il Jun-Fan Gung-Fu Institute venne chiuso in concomitanza con il trasferimento di Lee ad Hong Kong. Dan Inosanto chiese il permesso al suo maestro di poter comunque insegnare a un gruppo ristretto di persone nel suo giardino di casa. Fu così che circa una dozzina di allievi iniziarono a praticare Jeet-kune-do nel garage e nel backyard di casa sua a Carson. Dan era talmente desideroso di praticare con il suo sifu che, quando dovette affrontare il viaggio a Hong Kong per partecipare al film “L’ultimo combattimento di Chen”(Game of Death), per lui l’esperienza rappresentava soprattutto l’occasione di tornare ad allenarsi alla fonte del Jkd.
È quindi facile immaginare quanto Inosanto rimase scioccato dalla notizia dell’improvvisa morte di Bruce, il suo migliore amico nonché la sua guida sulla”Via” delle arti marziali. Nell’estate del 1973 fu uno degli amici e allievi, oltre al fratello Robert Lee, che portarono la bara di sijo Bruce al funerale di Seattle. Inizialmente Dan, privato del suo mentore, annullò tutte le lezioni presso la sua abitazione. Nell’aprile del 1974 decise di aprire una scuola, insieme al suo allievo Richard Bustillo. Il desiderio di mantenere vivo il Jkd era più forte del dolore della perdita. Fu così che a Torrance fu aperta la Kali Academy, in omaggio all’arte marziale filippina che stava studiando intensamente in quegli anni. Il termine Jeet-kune-do non appariva sull’insegna pubblicitaria, rispettando così la volontà del suo ideatore.
Successivamente insegnò anche alla IMB Academy, di nuovo in società con il suo amico Richard Bustillo. Poi aprì la sua Inosanto Academy of Martial Arts che nel corso degli anni cambiò diverse ubicazioni, ma sempre rimanendo nell’area di Los Angeles. La sua scuola è diventata una “mecca delle arti marziali” dove appassionati, della “Via del pugno che intercetta” o delle arti guerriere filippine, si recano a studiare da tutto il mondo. Questa scuola è diventata anche un passaggio obbligato per i maggiori esperti, delle più svariate arti marziali, che passano in città e vengono invitati dal maestro Inosanto a tenere lezioni o seminari per ampliare i propri orizzonti e quelli dei suoi allievi.
Sifu Dan non si fermò mai un istante a guardarsi indietro: la sua ricerca della verità nelle arti marziali è continuata inarrestabile nel corso degli anni, proprio come gli era stato indicato dal suo grande amico Bruce.
Senz’altro l’esplorazione più vasta che il maestro Inosanto ha compiuto è stata quella sulle arti marziali del Sud-est asiatico. Inizialmente questa è stata anche il pretesto per la scoperta delle proprie radici culturali. Guro Dan ha studiato con tutti i maggiori esponenti di Arnis, Kali e Escrima emigrati negli Stati Uniti. Nelle sue classi e nei seminari ha sempre ricordato i suoi maestri, anche se la sua matrice di uomo del Jkd lo ha comunque portato a non seguire in maniera tradizionale nessuno dei metodi appresi. Ecco perché il suo stile personale può essere definito “Blend System”. Se non fosse stato per la sua instancabile opera di diffusione, le arti marziali filippine non avrebbero avuto la notorietà di cui godono ora. Non si può dire lo stesso per il Pencak-Silat, perché nel suo Paese d’origine da sempre c’è una federazione che si impegna a diffonderlo internazionalmente attraverso l’aspetto sportivo. Ma è certo che l’arte marziale autoctona dell’Indonesia e Malesia, praticata anche in Tailandia e nel Sud delle Filippine, non avrebbe la reputazione di efficace e sofisticato metodo di difesa se non fosse stato per i numerosi seminari tenuti da guro Dan in tutto il mondo.
Un importante tassello che ha completato il suo quadro delle arti marziali del Sud-est asiatico è stata la Muay-thai. Negli anni Ottanta ha cominciato la pratica della boxe tailandese con ajarn Chai Sirisute. Il suo contributo alla diffusione amatoriale di questo sport da combattimento negli Stati Uniti è stato importante. Iniziò a chiedere agli istruttori che volevano praticare Jkd e Kali con lui come requisito indispensabile di ottenere prima il livello di allenatore sotto la guida del suo maestro tailandese. Altro sport da combattimento, davvero poco conosciuto Oltreoceano, era la Savate o Boxe francese. Per diffondere anche quest’arte, che sifu Inosanto ama particolarmente per la similitudine nel gioco di gambe con il Jeet-kune-do, ha invogliato alcuni suoi allievi francesi a diventarne istruttori oltre ad aver invitato presso la scuola la squadra francese che fece uno storico tour in California negli anni Ottanta mostrando il livello che aveva raggiunto nelle sua terra d’origine.
Prima che la “Grappling Mania” esplodesse negli Usa, è stato uno dei pionieri americani della Shoot-wrestling, oggi Shooto. Questo nuovo sport del combattimento giapponese, che include calci, pugni, proiezioni e lotta a terra, ha anticipato l’arrivo degli Ultimate Fighting Championship e oggi può contare su un circuito agonistico di tutto rispetto. Quando Bruce Lee insegnava, sifu Dan ricorda che le tecniche di grappling facevano sì parte del programma ma l’enfasi non era certo sula lotta al suolo per un semplice, ma fondamentale, motivo: non c’era il tatami al Jun-Fan Gung-Fu Institute. Per approfondire questo argomento Dan Inosanto, a oltre sessant'anni d'età, ha cominciato a praticare Jiu-jitsu brasiliano con i famosi fratelli Machado fino ad ottenere la cintura nera.
Per la rivista Black Belt è stato: “Istruttore di Jeet-kune-do dell’anno” (1977), “Istruttore dell’anno di arti marziali” (1983), “Istruttore dell’anno nelle tecniche con le armi” (1988) e “Uomo dell’anno” (1996). Non solo, è stato definito anche “tesoro nazionale delle arti marziali”. Nonostante questi titoli, il maestro Dan Inosanto continua a studiare con la stessa umiltà e costanza di un allievo al suo primo giorno di pratica. Un esempio vivente per tutti i sinceri studiosi di arti marziali. La sua ricerca di completezza e costante miglioramento personale, attraverso la pratica, non avrà mai fine. Il suo eclettismo e la sua genialità nel campo lo rendono davvero paragonabile al nostro Leonardo da Vinci
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